Impossibile fermare le onde: infinitamente si dondolano sospirano viaggiano corrono urlano.
Impossibile vivere il momento, semplicemente perché il momento non esiste: ogni attimo include quello passato e quello che verrà appena dopo.
Come onde viviamo in un flusso continuo: si vive NEL moVImento.
Non siamo eterni, però siamo fatti di eternità.
La stessa eternità di cui sono fatte le parole, le immagini, la musica.

IO TI VEDO


Io ti vedo.
Nichilizzato
in un sol boccone
da uno specchio vorace
che prima inghiotte, poi frantuma,
Ti sframmenti
in litri di pietruzze taglienti,
che tracanni a sorsi ansiosi.
Arde la gola, atrofizzata 
dall'ammasso vetrigno,
dall'incolore grumo
che scende e si fa liquido.
 Fluisce ora adagio
il tuo vivo Cocito,
come fosse in processione...
Finché dritto poi non sfocia
nel mar di Male.

É li che tu stai.

Io vedo nei tuoi occhi
quel plumbeo specchio d'acqua
in cui disperso
stai affogando.
Implacabili onde gigie
riflesse in due oblò:
chissà il frastuono
che ti tocca sopportare…
Da qui non lo si può sentire,
ma io so
che assorda la tua mente
quella voce sghignazzante
che spietata ti urla in testa.
Lascia che si plachi la tempesta
che ti agghiaccia e ti paralizza.
Lascia sfogare il tuo dolore
e non dimenticare che il sole
non muore.