Impossibile fermare le onde: infinitamente si dondolano sospirano viaggiano corrono urlano.
Impossibile vivere il momento, semplicemente perché il momento non esiste: ogni attimo include quello passato e quello che verrà appena dopo.
Come onde viviamo in un flusso continuo: si vive NEL moVImento.
Non siamo eterni, però siamo fatti di eternità.
La stessa eternità di cui sono fatte le parole, le immagini, la musica.

 



Ogni tanto faccio una lavatrice di ricordi. 
Quando si ammassano, incrostati,
nel ripostoglio della mente, li raccolgo 
e li metto a lavare in un vortice 
di emozioni, paesaggi, volti, musiche, odori, 
poi li stendo al sole ad asciugare. 
Li riordino, in fila uno dopo l'altro, 
sul filo della memoria. Divido i bianchi 
dai neri, i blu dai rosa, i rossi dai gialli. 
Candidi, oscuri, fiammanti o ingialliti 
che siano, dopo un bel bagno di lacrime 
tornano tutti a brillare. Molti stanno 
appesi il tempo che serve, e solo allora
andranno riposti nei giusti cassetti. 
Alcuni, troppo leggeri, volano via
alla prima folata di vento, nell'oblio. 
Altri, pesanti e impregnati, faticano 
ad asciugare e se ne stanno aggrappati 
alla loro molletta per un bel po'. 
Certi non trovano spazio nella sequenza
e rimangono a marcire nella cesta. 
Andranno lavati di nuovo. 

Ci sono quelli, infine, che restano 
nascosti nel buio dello sgabuzzino. 
Nonostante io ci provi sempre, 
non si lasciano mai afferrare. 
Sarebbe bello, un giorno, 
scoprire di che colore sono.

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